Legge di Bilancio 2019: le principali misure per le imprese

17/1/2019

La legge di Bilancio 2019 (L. 30 dicembre 2018, n. 145, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n.302 del 31/12/2018) contiene numerose misure destinate alle imprese.

Iper ammortamento 

Viene confermato e prorogato per l'intero anno fiscale 2019, rimodulando l'importo del beneficio a seconda del valore degli investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale secondo il modello "Industria 4.0". Ai sensi della nuova disciplina dettata per gli investimenti effettuati a partire dal 1° luglio 2019, l'iper ammortamento da luogo ad una valorizzazione extra-contabile maggiorata del:

-170% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;

-100% per gli investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;

-50% per gli investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro;

Per le imprese che beneficiano dell'iper valutazione del costo d'acquisto di un bene strumentale 4.0, la legge di bilancio prevede l'estensione dell'ambito temporale di applicazione del super ammortamento (in misura pari al 40%) per i beni immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello "Industria 4.0" (ricompresi nell'allegato B, legge di bilancio 2017).

Super ammortamento 

Il testo della Manovra 2019 segna la fine del super ammortamento per gli investimenti in beni strumentali nuovi, impianti e macchinari effettuati da tutti i titolari di reddito d'impresa. 

Bonus Formazione 4.0 

Si estende al periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 l'applicazione del Bonus formazione 4.0, il credito d'imposta per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal "Piano nazionale Industria 4.0", di cui all'art.1, c. 46-55, L. di bilancio 2018. Il testo della manovra 2019 ha differenziato il beneficio in funzione della dimensione dell'impresa, per cui il credito d'imposta compete proporzionalmente alle spese ammissibili in misura pari a:

- 50% per le piccole imprese e 40% per le medie imprese, nel limite massimo di € 300.000 di credito fiscale;

- 30% per le grandi imprese, nel limite massimo di € 200.000 di credito fiscale.

Credito d'imposta R&S

Vengono apportate significhe modifiche alla disciplina del credito d'imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, con efficacia dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018:

- la rimodulazione delle intensità del beneficio in ragione della tipologia di spese ammissibili, secondo l'applicazione di una doppia aliquota differenziata del 25% e del 50%. La percentuale del 50% si applica alle spese del personale interno titolare di un rapporto di lavoro subordinato direttamente impiegato in attività di ricerca e sviluppo e ai contratti stipultai con Università, enti e organismi di ricerca, Start-up e PMI innovative indipendenti per attività di ricerca e sviluppo commissionate a terzi soggetti; per le categorie di spesa ammissibili residuali si applica il 25%;

- l'inclusione tra le spese agevolabili dei costi sostenuti per l'acquisto di materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota relativi alle fasi della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale. La normativa concede la facoltà di escludere tali spese dal calcolo del credito d'imposta nel caso in cui l'inclusione dei materiali impiegati comporti una riduzione dell'eccedenza agevolabile.

- la riduzione da 20 a 10 milioni di euro dell'ammontare massimo del beneficio attribuibile a ciascuna impresa beneficiaria per singolo periodo d'imposta.

Si applicano invero a partire dal periodo d'imposta 2018 le nuove specifiche relative all'obbligo della certificazione contabile delle spese al fine di poter utlizzare in compensazione il credito maturato spettante e l'obbligo di predisposizione di una relazione tecnica illustrativa dei progetti e delle attività di ricerca e sviluppo intraprese.

Voucher Innovation Manager

Per i due periodi succesivi a quello in corso al 31 dicembre 2018 viene introdotto un contributo a fondo perduto, nella forma di voucher, a favore delle PMI, singole o in rete, per l'acquisto di prestazioni consulenziali di natura specialistica finalizzate a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal "Piano nazionale Impresa 4.0" e di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell'impresa, compreso l'accesso ai mercati finanziari e dei capitali. Il contributo è riconosciuto in misura pari al 50% dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di € 40.000 per le piccole imprese (€ 80.000 in caso di rete), ridotto al 30% dei costi sostenuti nel limite massimo di € 25.000 per le medie imprese.

Sabatini Ter 

Viene previsto il rifinanziamento di 480 milioni di euro fino al 2024 della Sabatini ter, il regime d'aiuto per agevolare l'accesso al credito delle PMI per l'acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzatture, compresi i cd. investimenti "Industria 4.0", attraverso l'erogazione di contributi  in conto interesse da parte del Mise su operazioni di finanziamento, bancario o in leasing, finalizzate alla realizzazione dell'investimento.

Mini Ires

Il testo della legge di bilancio disciplina la riduzione dell'aliquota Ires al 15% ( dal 24% ordinario) per le imprese che investono in nuovi impianti o in beni strumentali e per quelle che assumono nuovo personale, con esclusione degli investimenti in immobili e in veicoli. L'aliquota ridotta si applica sugli utili accantonati a riserve diverse da quelle di utili non disponibili e destinati alla realizzazione di nuovi impianti nel territorio dello Stato, al completamento di opere sospese, all'ampliamento, alla riattivazione, all'ammodernamento di impianti esistenti e all'acquisto di beni strumentali materiali nuovi, anche mediante contratti di locazione finanziaria, destinati a strutture situate nel territorio dello Stato.

IRI e ACE

Viene deliberata l'eliminazione dell'Aiuto alla crescita economica, che consentiva di dedurre dal reddito d'impresa una quota del nuovo capitale investito in azienda e la mancata introduzione della prevista Imposta sul reddito imprenditoriale.

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