Decreto Italia: Misure per la liquidità aziendale

31/3/2020

Il Decreto n. 18/2020, denominato Decreto Cura Italia, ha previsto un pacchetto di misure a favore della liquidità delle imprese e prevede limiti alla revoca degli affidamenti bancari, la sospensione dei pagamenti di mutui e leasing e il potenziamento del Fondo di Garanzia.

Il Ministero invita l’impresa a contattare la banca o l’intermediario finanziario per valutare le opzioni migliori, alla luce delle altre misure previste nel Decreto Cura Italia a favore delle imprese, come l’intervento del Fondo di garanzia Pmi connesso con la misura della moratoria oppure altre forme di moratoria, ad esempio quelle previste dall’apposito accordo tra l’Abi e le rappresentanze di impresa, ampliato e rafforzato il 6 marzo scorso oppure la Moratoria di Regione Lombardia.

Moratoria ex lege: limiti alla revoca di affidamenti e sospensioni mutui (art. 56 - D.L. 17/3 2020, n. 18)

Possono accedere alle citate misure previste per fronteggiare la carenza di liquidità le micro, piccole e medie imprese (Pmi), i lavoratori autonomi titolari di partita Iva, come professionisti e ditte individuali, con sede in Italia, appartenenti a tutti i settori, che hanno subito in via temporanea carenze di liquidità per effetto dell’epidemia. Per poter accedere alle misure, l’impresa deve essere in bonis al 17 marzo 2020, vale a dire - come precisato dal Ministero - che non deve avere posizioni debitorie classificate come esposizioni deteriorate, ripartite nelle categorie sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate: in particolare, non deve avere rate scadute, ovvero non pagate o pagate solo parzialmente, da più di 90 giorni.

Le Faq del Ministero hanno inoltre specificato che può ricorrere alle moratorie anche l’impresa che comunque è in bonis anche se ha già ottenuto misure di sospensione o ristrutturazione dello stesso finanziamento nell’arco dei 24 mesi precedenti.

 Le misure contenute nel decreto sono:

-  Le aperture di crediti sino a revoca e i prestiti accordati per anticipi su crediti (es. Linee di cassa, Anticipo fatture/Ri.Ba/Export/Contratti, linee di factoring) in essere alla data del 29 febbraio 2020 o quelli in essere alla data di pubblicazione del decreto (17 marzo 2020), se superiori, non possono essere revocati neanche in parte (sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata), fino al 30 settembre 2020; 

- Il rimborso dei prestiti non rateali (es. finimport, finanziamenti bullet) che scadono prima del 30 settembre 2020 è posticipato, senza alcuna formalità, al 30 settembre 2020, alle medesime condizioni. Eventuali elementi accessori al contratto di finanziamento sono prorogati coerentemente senza formalità. Come precisato dalla relazione illustrativa al decreto, la restituzione dei predetti prestiti avviene con modalità che non risultino in ulteriori oneri né per gli intermediari né per le imprese;

- Il pagamento delle rate o dei canoni di leasing relativi ai mutui e altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020. Sono comprese nella sospensione anche le rate che scadono il 30 settembre. Il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri sia per gli intermediari sia per le imprese. È facoltà delle imprese richiedere la sospensione del pagamento dell’intera rata o soltanto dei rimborsi in conto capitale.

Gli «elementi accessori» dei mutui (garanzie, assicurazioni e contratti derivati) compresi anche questi nella moratoria, sono tutti i contratti connessi al finanziamento oggetto di moratoria e prorogati senza formalità e alle stesse condizioni del contratto originale

Le misure si applicano esclusivamente ai finanziamenti ottenuti dalle imprese prima della data di entrata in vigore dello stesso decreto.

Su richiesta del finanziatore, che deve indicare l’importo massimo garantito, viene concessa automaticamente e gratuitamente da parte del Fondo di Garanzia per le PMI una garanzia del 33%:

- sui maggiori utilizzi degli affidamenti a revoca, calcolati come differenza tra gli utilizzi al 30 settembre 2020 e quelli al 18 marzo 2020;

- sui prestiti non rateali;

- sulle singole rate e canoni sospesi.

I soggetti richiedenti sono tenuto ad inviare una comunicazione a banche e intermediari finanziari contenente un’autocertificazione in cui dichiarano di "aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19": le banche e gli intermediari finanziari vigilati e gli altri soggetti abilitati alla concessione del credito in Italia sono tenuti ad accettare le comunicazioni di moratoria se rispettano i requisiti previsti dal decreto-legge senza verificarne la veridicità.

Moratoria prevista dall’accordo Abi

In alternativa alla moratoria automatica stabilita dal Governo per l'emergenza Covid-19, le imprese dispongono anche della possibilità di estendere l’applicazione della misura “Imprese in Ripresa 2.0” di cui all’Accordo per il Credito 2019, ai finanziamenti in essere al 31 gennaio 2020 erogati in favore delle imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica “COVID-19, attraverso la quale è possibile richiederne la sospensione o l’allungamento.

La sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti può essere richiesta fino ad un anno: la sospensione si applica ai finanziamenti a medio lungo termine (mutui) e alle operazioni di leasing, immobiliare o mobiliare.

Potenziamento del Fondo di Garanzia per le PMI (Art. 49 - D.L. 17/3 2020, n. 18)

Il Decreto “Cura Italia” ha disposto il potenziamento del Fondo Centrale di Garanzia a disposizione delle PMI con sede in Italia, per cui per 9 mesi dall’entrata in vigore del Decreto (dal 17 marzo 2020 al 17 dicembre 2020):

- la garanzia è concessa gratuitamente;

- l'importo massimo garantito per singola impresa viene elevato da 2,5 a 5 milioni di euro;

- la percentuale di copertura per la garanzia diretta è pari all'80% e per la riassicurazione è pari al 90% dell'importo garantito da Confidi o altri fondi di garanzia, per un importo massimo garantito per singola operazione non superiore a 1,5 milioni di euro;

- ad esclusione delle startup con meno di 2 bilanci, la possibilità di accedere al Fondo è determinata esclusivamente sulla base del modulo economico-finanziario (calcolabile tramite Bancopass, scegliendo alla richiesta  "Selezionare Centrale Rischi" l'opzione "Nessuna");

- è sospesa la commissione per il mancato perfezionamento delle operazioni finanziarie (a carico dei soggetti finanziatori richiedenti).

In caso di sospensione del pagamento della quota capitale o dell'intera rata di finanziamenti garantiti dal Fondo, la garanzia è estesa automaticamente.

Inoltre, possono beneficiare della garanzia anche operazioni di rinegoziazione del debito del soggetto beneficiario, purché il nuovo finanziamento preveda l'erogazione di credito aggiuntivo di almeno il 10% dell'importo del debito residuo.

Per operazioni di investimento immobiliare nei settori turistico – alberghiero e delle attività immobiliari, con durata minima di 10 anni e di importo superiore a 500.000 euro, la garanzia del Fondo può essere cumulata con altre forme di garanzia acquisite sui finanziamenti.

Inoltre, per finanziamenti erogati a favore di persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID-19 (da dichiarare tramite autocertificazione) la garanzia è concessa automaticamente, gratuitamente e con copertura dell'80% per la garanzia diretta e del 90% in riassicurazione per finanziamenti fino a 3.000 euro e di durata massima 18 mesi meno un giorno.

Leggi altro dal blog

Contattaci per una preanalisi gratuita

CONTATTACI ORA